<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0"><channel><title>Cultura</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/categorie-poi/siti</link><description>Cultura</description><item><title>2018 Ivrea Città Industriale del XX secolo</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/2018-ivrea-citta-industriale-del-xx-secolo</link><description>&lt;p&gt;La citt&amp;agrave; industriale di Ivrea venne realizzata negli anni tra il 1930 e il 1960 da &lt;strong&gt;Adriano Olivetti&lt;/strong&gt;, secondo un disegno alternativo alle esperienze nazionali e internazionali attuate durante il XX secolo.&lt;br /&gt;Il sito &amp;egrave; costituito dall&amp;rsquo;insieme delle architetture collegate al progetto industriale e socio-culturale di Adriano Olivetti. Consiste in un complesso di edifici progettato dai pi&amp;ugrave; famosi architetti e urbanisti italiani del Novecento, riconoscibile nel tessuto urbano della citt&amp;agrave;.&lt;br /&gt;L'area &amp;egrave; identificabile principalmente lungo l&amp;rsquo;asse di Corso Jervis, sede degli edifici per la produzione, per i servizi sociali destinati alla fabbrica e alla citt&amp;agrave; e per le residenze che sono da considerarsi tra gli esempi pi&amp;ugrave; significativi della politica innovativa varata dalla Olivetti.&lt;br /&gt;Il patrimonio architettonico di Ivrea rappresenta inoltre una tappa fondamentale per l&amp;rsquo;identificazione di repertori dell&amp;rsquo;architettura e dell&amp;rsquo;urbanistica del secondo Novecento. Architetture che costituiscono i diversi modi attraverso cui le culture tecniche hanno cercato di rispondere alla regolazione della crescita delle citt&amp;agrave; e dai territori investiti dai processi di industrializzazione.&lt;br /&gt;A Ivrea, la cultura di fabbrica della Olivetti e l&amp;rsquo;esperienza del Movimento Comunit&amp;agrave;, coinvolgono, per la prima volta, in Italia architetti e urbanisti in un disegno ampio di progettazione della citt&amp;agrave;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il complesso di edifici che compone la citt&amp;agrave; industriale di Ivrea costituisce un insieme di esempi ben conservati di edifici per l&amp;rsquo;industria, per i servizi e le residenze di eccezionale qualit&amp;agrave; architettonica, tra le pi&amp;ugrave; efficaci espressioni materiali di una visione moderna dei rapporti produttivi progettati dai maggiori architetti italiani del XX secolo e dai tecnici della fabbrica.&lt;br /&gt;Costruite tra il 1930 ed il 1960, il loro valore unitario complessivo risiede nel connubio tra nuova&lt;br /&gt;capacit&amp;agrave; espressiva propria di queste architetture moderne e il riconoscimento del loro essere parte di un progetto economico e sociale esemplare permeato dalla proposta comunitaria.&lt;br /&gt;Questa &amp;egrave; la motivazione che ha permesso&lt;strong&gt; l&amp;rsquo;iscrizione di Ivrea Citt&amp;agrave; industriale del XX secolo nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Per maggiori informazioni visita il sito &lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.ivreacittaindustriale.it/"&gt;http://www.ivreacittaindustriale.it/&lt;/a&gt;&amp;nbsp; o scarica la iMap &lt;a href="https://www.ivreacittaindustriale.it/mappa/"&gt;qui&lt;/a&gt;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 23 Oct 2018 08:04:43 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/2018-ivrea-citta-industriale-del-xx-secolo</guid></item><item><title>Anfiteatro Romano</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/anfiteatro-romano</link><description>&lt;p&gt;Sul finire del I sec. d.C. anche Eporedia venne dotata di un anfiteatro, un grande edificio di forma ellittica destinato a ospitare da dieci a quindicimila spettatori, dedicato a i giochi dei gladiatori, agli spettacoli di caccia e alle esecuzioni capitali dei "dannati ad bestias", ovvero di coloro che erano stati condannati a essere sbranati o dilaniati da bestie feroci.&lt;br /&gt;Il complesso sorse lungo la via per Vercelli, addossato a sud a un poderoso muraglione che aveva la funzione di sostegno per il terreno digradante.&lt;br /&gt;L'edificio venne costruito su un terrapieno arginato interamente dal muro del podio e, verso l'esterno, da una muratura anulare rinforzata da una serie di concamerazioni semicircolari, in parte ancora ben visibili, che servivano a contrastare la spinta del terreno. Alle due estremit&amp;agrave; dell'asse maggiore si aprivano gli ingressi.&lt;br /&gt;All'interno dell'arena un vano sotterraneo collegato da un corridoio agli ambienti di servizio posti sotto la cavea, serviva a movimentare, con l'aiuto di montacarichi, le attrezzature sceniche e gli animali, mentre un passaggio coperto a volta e pavimentato in laterizi che corre al di sotto del podio collegava i vani di servizio costruiti in corrispondenza dell'asse maggiore. Il muro del podio culminava in una lunga transenna decorata da lastre in bronzo ornate da grosse borchie a rilievo.&lt;br /&gt;A ridosso delle murature anulari ancora oggi sono visibili tratti delle strutture di una antica villa demolita per far posto all'anfiteatro. Sorta verso la fine del I sec. a.C. subito fuori citt&amp;agrave; e pi&amp;ugrave; volte ristrutturata nel corso di circa un secolo, la dimora signorile aveva diverse stanze decorate da affreschi, i pi&amp;ugrave; recenti dei quali datano tra il 50 e il 70 d. C.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Assessorato alla Cultura&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Comune di Ivrea&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 21 Apr 2015 08:29:55 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/anfiteatro-romano</guid></item><item><title>Archivio Nazionale Cinema d'Impresa</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/archivio-nazionale-cinema-d-impresa</link><description>&lt;p&gt;Nel 2003 viene istituito a Ivrea l'Archivio Nazionale Cinema d'Impresa per la conservazione e la diffusione dei documenti visivi realizzati in ambito d'impresa. L'Archivio conserva circa 50.000 rulli di film realizzati a partire dai primi anni del Novecento da imprese come Fiat, Olivetti, Borsalino, Breda, Innocenti, Montecatini, Montedison, Edison, Recchi, Martini &amp;amp; Rossi, Rancilio, Aurora, Italgas, Birra Peroni, Breda, Aem Milano, Istituto per il Commercio Estero, Necchi, Metropolitana Milanese; enti di ricerca come l'Enea e l&amp;rsquo;Enea Antartide; case di produzione pubblicitaria come Film Master e Rectafilm.&lt;br /&gt;E' necessario contattare direttamente l'Archivio&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 21 Apr 2015 08:29:37 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/archivio-nazionale-cinema-d-impresa</guid></item><item><title>Archivio Storico Olivetti</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/archivio-storico-olivetti</link><description>&lt;p&gt;L'Associazione Archivio Storico Olivetti, costituita a Ivrea nel 1998 su iniziativa della Societ&amp;agrave; Olivetti, in accordo con la Fondazione Adriano Olivetti e con la partecipazione di importanti soci pubblici e privati, svolge un&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; di raccolta, riordino, conservazione, studio e promozione del vastissimo patrimonio archivistico riguardante la storia della Societ&amp;agrave; e delle personalit&amp;agrave; della Famiglia Olivetti. Prosegue in tal modo il lavoro avviato dall'Archivio Storico Olivetti, costituito nel 1986, a cui la societ&amp;agrave; Olivetti e la Fondazione Adriano Olivetti avevano affidato la conservazione dei rispettivi patrimoni documentali. &lt;br /&gt;La parte pi&amp;ugrave; cospicua del patrimonio archivistico e bibliotecario oggi conservato dall&amp;rsquo;Associazione proviene dalla Societ&amp;agrave; Olivetti ed &amp;egrave; costituita da documenti, lettere, libri, giornali, riviste, manifesti, disegni, foto, filmati, registrazioni audio, prodotti, prototipi e plastici. Questo patrimonio, che ha una consistenza di circa 7.300 metri lineari, di cui oltre 3.700 inventariati, &amp;egrave; oggetto di un sistematico lavoro di schedatura elettronica e per quanto possibile di digitalizzazione. &lt;br /&gt;L'Associazione conserva inoltre, su deposito della Fondazione Adriano Olivetti, l'archivio che raccoglie la corrispondenza aziendale e privata di Camillo, Adriano ed altri membri della Famiglia Olivetti, l'archivio del Movimento Comunit&amp;agrave; e delle Edizioni di Comunit&amp;agrave;, l'archivio e la biblioteca personale di Ludovico Quaroni.&lt;br /&gt;L'attivit&amp;agrave; dell'Associazione non si esaurisce con l'impegno strettamente archivistico di recupero, catalogazione e conservazione dei documenti, ma si manifesta anche attraverso l'attivit&amp;agrave; di assistenza e consulenza nei confronti di studiosi e ricercatori, di organizzazione e/o collaborazione a iniziative culturali di enti privati e pubblici, di realizzazione di mostre, filmati, conferenze, studi, ricerche e pubblicazioni finalizzate a promuovere e approfondire la conoscenza della storia e dei valori olivettiani.&lt;br /&gt;La grande mostra sulla storia del progetto industriale Olivetti organizzata dall&amp;rsquo;Associazione nel 2008 per celebrare il centenario di fondazione della Societ&amp;agrave; &amp;egrave; ora trasformata in una esposizione permanente situata nella Villetta Casana, a pochi passi dalla sede dell&amp;rsquo;Archivio.&lt;br /&gt;E' necessario contattare l'Associazione&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 21 Apr 2015 08:29:36 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/archivio-storico-olivetti</guid></item><item><title>Asilo Nido</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/asilo-nido</link><description>&lt;p&gt;Luigi Figini e Gino Pollini (1939 - 1941)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;asilo nido viene realizzato nel periodo bellico e la limitazione dell&amp;rsquo;uso del ferro in edilizia ha determinato scelte sui materiali e l&amp;rsquo;adozione di una struttura portante in muratura ad un solo piano con pilasti in diorite. Le aule affacciano su un patio interno. Gli arredi interni, ancora presenti, furono progettati dall'Ufficio Tecnico interno all'Olivetti, diretto all'epoca da Gian Antonio Bernasconi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Per maggiori informazioni visita il sito &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ivreacittaindustriale.it/"&gt;http://www.ivreacittaindustriale.it/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 03 Oct 2018 13:49:18 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/asilo-nido</guid></item><item><title>Cappella e Romitorio di San Grato</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/cappella-e-romitorio-di-san-grato-2</link><description>&lt;p&gt;Edificata sulla collina della Paraj Auta, la chiesetta risale al XII secolo e, inizialmente intitolata a San Giovanni, nel &amp;lsquo;500 fu dedicata a San Grato, invocato nelle pestilenze. In origine l&amp;rsquo;unica navata era divisa in due campate, poi ne fu aggiunta un&amp;rsquo;altra nel XVII secolo e in seguito venne costruito il campanile. Attigua alla cappella si &amp;egrave; conservato un edificio (Romitorio) utilizzato fino all&amp;rsquo;inizio del &amp;lsquo;900 dal romito, cui era delegata la pulizia della chiesa,la coltivazione del vigneto e la cura dei boschi attigui.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il complesso si presenta all&amp;rsquo;esterno con una facciata barocca intonacata e l&amp;rsquo;abside rettangolare in pietra a vista come le pareti laterali. All&amp;rsquo;interno sono conservati degli affreschi tra cui, ai lati dell&amp;rsquo;altare, l&amp;rsquo;opera quattrocentesca attribuita a Giacomino da Ivrea che raffigura San Pietro con la chiave del Paradiso e Sant&amp;rsquo;Andrea con la croce omonima.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 09 Jul 2015 09:23:48 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/cappella-e-romitorio-di-san-grato-2</guid></item><item><title>Casa Popolare di Borgo Olivetti</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/casa-popolare-di-borgo-olivetti</link><description>&lt;p&gt;Luigi Figini e Gino Pollini (1939 - 1941)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Posto sul lato lungo del perimetro dell'Asilo Nido, &amp;egrave; il primo edificio costruito nell'ambito di un pi&amp;ugrave; vasto programma edilizio nazionale lanciato dall'Istituto fascista per le case popolari che a Ivrea vide l'attiva partecipazione dell'Olivetti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Per maggiori informazioni visita il sito &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ivreacittaindustriale.it/"&gt;http://www.ivreacittaindustriale.it/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 03 Oct 2018 13:53:26 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/casa-popolare-di-borgo-olivetti</guid></item><item><title>Case per dirigenti</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/case-per-dirigenti</link><description>&lt;p&gt;Marcello Nizzoli e Gian Mario Olivieri (1948 - 1952)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sei case unifamiliari a un piano a forma di parallelepipedi a base rettangolare dall'apparente semplicit&amp;agrave; compositiva con elementi che li caratterizzano in modo particolare e moderno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Per maggiori informazioni visita il sito &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ivreacittaindustriale.it/"&gt;http://www.ivreacittaindustriale.it/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 03 Oct 2018 14:27:47 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/case-per-dirigenti</guid></item><item><title>Case per famiglie numerose</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/case-per-famiglie-numerose</link><description>&lt;p&gt;Luigi Figini e Gino Pollini (1940)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono il frutto di un lungo studio sulle tipologie delle case per gli operai che i due architetti milanesi promossero a partire dal 1934 nei diversi progetti e studi per dare forma a Ivrea citt&amp;agrave; industriale. Questi edifici, come le Officine ICO, conoscono grande notoriet&amp;agrave; nei circuiti professionali e intellettuali che dibattono di architettura moderna negli anni pre e post bellici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Per maggiori informazioni visita il sito &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ivreacittaindustriale.it/"&gt;http://www.ivreacittaindustriale.it/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 03 Oct 2018 14:24:34 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/case-per-famiglie-numerose</guid></item><item><title>Case quattro alloggi</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/case-quattro-alloggi</link><description>&lt;p&gt;Marcello Nizzoli e Gian Mario Olivieri (1950)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chiudono l'area residenziale verso ovest e ben esemplificano il continuo studio di housing, promosso a Ivrea, che porta all'elaborazione di una grande variet&amp;agrave; di forme dell'abitare che contribuisce a fare della citt&amp;agrave; un laboratorio di idee e proposte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Per maggiori informazioni visita il sito &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ivreacittaindustriale.it/"&gt;http://www.ivreacittaindustriale.it/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 03 Oct 2018 14:33:15 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/case-quattro-alloggi</guid></item><item><title>Case UCCD Olivetti</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/case-uccd-olivetti</link><description>&lt;p&gt;Emilio Aventino Tarpino (1949 - 1968)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Esempi significativi del programma di housing promosso dalla societ&amp;agrave; Olivetti e dall'Ufficio Consulenza Case Dipendenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si tratta di: Condominio Fi&amp;ograve; Bellot (1951), Villa Prelle (1951), Casa Stratta (1951), Casa Maoru ci (1958), Cara Perotti (1958), Villa Gassino (1955 - 1956), Villa Enriques (1944), Villa Rossi (1959 - 1961).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Per maggiori informazioni visita il sito &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ivreacittaindustriale.it/"&gt;http://www.ivreacittaindustriale.it/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 03 Oct 2018 15:11:04 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/case-uccd-olivetti</guid></item><item><title>Castello Biandrate di San Giorgio</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/castello-biandrate-di-san-giorgio</link><description>&lt;p&gt;Il Castello di San Giorgio Canavese ha origine da un complesso di edifici costruito in epoca medioevale con scopi difensivi e trasformato poi nel corso dei secoli al fine di adottarlo alle successive esigenze. Si distingue normalmente una costruzione pi&amp;ugrave; antica, presumibilmente risalente ai sec. XII - XIV, di cui restano poche tracce, ed una pi&amp;ugrave; recente attribuibile ai sec. XV &amp;ndash; XVI.&lt;br /&gt;I Vescovi di Vercelli ed Ivrea, il Marchese di Monferrato e forse anche i Templari esercitarono il loro dominio sul Castello finch&amp;eacute; nel XIII secolo la propriet&amp;agrave; pass&amp;ograve; definitivamente ai Conti di Biandrate.&lt;br /&gt;Nel corso dei secoli San Giorgio ed il suo castello furono pi&amp;ugrave; volte teatro di guerre tra Savoia,Monferrato, Spagna e Francia, ma gli assedi dei grandi eserciti furono quasi sempre vittoriosamente respinti.&lt;br /&gt;Dopo la pace di Cherasco del 1631 San Giorgio entr&amp;ograve; definitivamente a far parte degli stati sabaudi e il castello sub&amp;igrave; importanti modifiche a cura di Guido Aldobrandino, al quale si deve verosimilmente la struttura unitaria della parte "nuova". All'inizio del settecento, in coincidenza con l'acquisto di parte della propriet&amp;agrave; di San Giorgio dal ramo di Foglizzo, Aldobrandino&amp;nbsp;riprende con energia i lavori di modifica del castello che terminarono nel 1726.&lt;br /&gt;Nel sec. XIX inizi&amp;ograve; un periodo di decadenza e oblio, che se da un lato caus&amp;ograve; alcuni danni dall&amp;rsquo;altro consent&amp;igrave; al tempo stesso che l&amp;rsquo;edificio giungesse fino a noi nella sua veste settecentesca, risaltata dal restauro intrapreso dalla societ&amp;agrave; cui ora il castello appartiene.&lt;br /&gt;Tra gli ambienti ricchi di decorazioni si distinguono la Sala dei Melograni, la Sala dei Trofei, la Sala delle Chimere, la Sala degli Aironi e la Sala delle Conchiglie, incorniciate da un vasto parco all&amp;rsquo;inglese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 21 Apr 2015 08:29:42 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/castello-biandrate-di-san-giorgio</guid></item><item><title>Castello di Masino</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/castello-di-masino</link><description>&lt;p&gt;Arroccato su una collina nell&amp;rsquo;incantevole scenario dell&amp;rsquo;anfiteatro morenico di Ivrea, sorge il Castello di Masino, la cui edificazione risale all&amp;rsquo;XI secolo, su commissione della prestigiosa famiglia Valperga. Per la sua posizione strategica, che permetteva il controllo su un ampio territorio tra Ivrea e la Valle d&amp;rsquo;Aosta, il castello fu fin dall&amp;rsquo;inizio al centro di numerose battaglie, che videro protagonisti i Savoia, gli Acaia, i Visconti, gli stessi conti di Masino e i cugini Valperga. Dalla seconda met&amp;agrave; del XVI secolo il castello venne ricostruito nelle forme attuali sulle rovine dell&amp;rsquo;antico fortilizio, assumendo le sembianze di una vera residenza di rappresentanza.&lt;br /&gt;Intorno al 1780 venne avviata una nuova opera di rinnovamento orientata verso il pi&amp;ugrave; moderno gusto neoclassico. Artefici di questi interventi furono due importanti esponenti della famiglia, i fratelli Carlo Francesco II di Masino, vicer&amp;egrave; di Sardegna, e l'abate Tommaso Valperga di Caluso, matematico e poeta, che ide&amp;ograve; l&amp;rsquo;iconografia della Galleria dei Poeti e l&amp;rsquo;importante biblioteca. &lt;br /&gt;Dopo la morte dell'ultima abitatrice della residenza, Vittoria Leumann, moglie del conte Cesare Valperga, il figlio, conte Luigi Valperga di Masino, nel1988 cedette al FAI il compito di conservare la memoria storica di questa importante famiglia aristocratica e colta del Piemonte.&lt;br /&gt;La visita permette di scoprire le numerose stanze monumentali, come i saloni affrescati e riccamente arredati tra Seicento e Settecento, le camere per gli ambasciatori, gli appartati salotti e gli appartamenti di Madama Reale.&lt;br /&gt;Interessante &amp;eacute; anche il museo delle carrozze del XVIII e XIX secolo, per la maggior parte della famiglia Valperga, e il grande parco che circonda il castello, frutto dei numerosi mutamenti nel corso dei secoli, dove &amp;egrave; possibile visitare il labirinto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 21 Apr 2015 08:29:40 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/castello-di-masino</guid></item><item><title>Castello di Mazzè</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/castello-di-mazze</link><description>&lt;p&gt;Nel romantico centro storico di Mazz&amp;egrave;, sovrapposto ad antichi ruderi romani, sorge il Castello Valperga, edificato all&amp;rsquo;inizio del XIV secolo dai Conti di Valperga, per la difesa dei loro possedimenti contesi dai Marchesi del Monferrato e dai Conti di Savoia, riedificato in gusto neogotico in epoca moderna. Al castello antico di origine medioevale se ne aggiunse successivamente un altro come residenza signorile. &lt;br /&gt;Recentemente restaurato, il castello &amp;egrave; stato restituito all&amp;rsquo;antico splendore con tracce di varie epoche e stili: nuovamente leggibili affreschi e volte medioevali, suggestivi momenti artistici del 1600 e 1700 e i rimaneggiamenti in stile romanico voluti nel 1850 dal Conte Eugenio Brunetta d&amp;rsquo;Usseaux. Da sempre luogo di grande fascino e prestigio, il castello ha ospitato personaggi illustri come Luigi XII d&amp;rsquo;Orleans re di Francia (1499), Francesco De Sanctis (1855), re Vittorio Emanuele II di Savoia, il Maresciallo di Francia Canrobert e Camillo Benso di Cavour (1859), lo zar Nicola II di Russia (1909), Benedetto Croce (1914), Benito Mussolini (1925), re Umberto II di Savoia (1938) e innumerevoli altre personalit&amp;agrave; minori.&lt;br /&gt;Negli anni &amp;rsquo;60 saccheggi e speculazioni ridussero quasi in rovina il grandioso complesso. Un ventennale restauro effettuato dai Salino di Cavagli&amp;agrave; sta restituendo il castello alla sua magnificenza, cos&amp;igrave; che fantastiche architetture merlate e turrite, preziosit&amp;agrave; d&amp;rsquo;interni e ineguagliabili panorami offrono oggi al visitatore uno spettacolo d&amp;rsquo;indimenticabile suggestione. Annessi al Castello vi sono presente il Museo Sotterraneo delle torture, realizzato nel 1999 in collaborazione con Amnesty International, e l'Oasi del Bosco Parco, il cuore dell&amp;rsquo;antica tenuta dei Conti Valperga di Mazz&amp;egrave;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 21 Apr 2015 08:29:39 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/castello-di-mazze</guid></item><item><title>Castello di Parella</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/castello-di-parella</link><description>&lt;p&gt;Il Castello di Parella, cos&amp;igrave; come lo possiamo apprezzare oggi, &amp;egrave; il risultato di varie fasi di costruzione che si sono susseguite attraverso i secoli. &lt;br /&gt;Inizialmente ricetto e in seguito casa-forte di sbarramento per riscuotere il pedaggio in periodo medievale, in epoca rinascimentale subisce la trasformazione pi&amp;ugrave; importante ad opera di Alessio I della casata San Martino di Parella. Grazie ad Alessio I infatti il castello perde le sue funzioni belliche, viene ampliato e si impreziosisce dei ricchi affreschi che ancora oggi &amp;egrave; possibile apprezzare nelle numerose sale.&lt;br /&gt;Rimasto di propriet&amp;agrave; della famiglia dei San Martino, con la morte di Alessio III nel 1801 il castello pass&amp;ograve; in usufrutto agli eredi e in seguito, a numerosi proprietari, nobili e borghesi, alle suore francesi di clausura &amp;ldquo;della Visitazione&amp;rdquo;, ai Padri Bianchi Missionari d&amp;rsquo;Africa, che vi stabilirono il loro seminario. Nel 1962 la propriet&amp;agrave; pass&amp;ograve; ad una famiglia di privati che lo tenne fino al 2000 quando a seguito di un&amp;rsquo;ulteriore passaggio di propriet&amp;agrave; il castello venne lasciato all&amp;rsquo;incuria e all&amp;rsquo;abbandono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 21 Apr 2015 08:29:41 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/castello-di-parella</guid></item><item><title>Castello d'Ivrea</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/castello-d-ivrea</link><description>&lt;p&gt;La struttura attuale del Castello di Ivrea, posto nella parte alta della citt&amp;agrave;, in prossimit&amp;agrave; del Duomo, &amp;egrave; il risultato di successive trasformazioni e ricostruzioni che hanno tuttavia mantenuto i caratteri tipici dell&amp;rsquo;architettura fortificata.&lt;br /&gt;Alla prima fase di costruzione (1358-1394) risale la parte Ovest del Castello, con la torre maestra o maschio, e la torre a Nord, unite da un muro di cinta, a cui segu&amp;igrave; la costruzione di altre due torri verso Sud e verso Est. Le successive fasi costruttive vedono sia la realizzazione di nuovi corpi di fabbrica che interventi su strutture preesistenti. Il Magno Palacio, tutt&amp;rsquo;ora esistente, conserva formelle con gli emblemi dei Cavalieri dell&amp;rsquo;Ordine di Malta, facendo supporre la presenza nell&amp;rsquo;attuale piano seminterrato di una comunit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;ordine Gerosolomitano, a conferma del ruolo strategico del castello anche nel percorso della via Francigena.&lt;br /&gt;I cambiamenti pi&amp;ugrave; significativi si registrano alla fine del XVII secolo, quando il castello si trasform&amp;ograve; in carcere, prima destinato ai prigionieri di Stato, poi anche ai detenuti comuni. Con la funzione carceraria, che mantenne fino alla prima met&amp;agrave; del Novecento, la struttura sub&amp;igrave; una lunga serie di addizioni e adeguamenti che divisero nettamente in due parti il cortile e definirono gli spazi esterni chiusi da alti muri di cinta.&lt;br /&gt;I primi studi della struttura per comprenderne la genesi storica risalgono alla fine dell&amp;rsquo;Ottocento, di cui importanti fonti documentarie sono i contributi di Giuseppe Giacosa e Alfredo d&amp;rsquo;Andrade. &lt;br /&gt;Nel 1979, dopo quasi un decennio di dismissione, si realizzarono restauri che comportarono la demolizione di manufatti otto-novecenteschi e il rinvenimento di strutture antiche nelle aree del cortile e del fossato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La gestione delle visite al Castello &amp;egrave; affidata all&amp;rsquo;Associazione volontaria &amp;ldquo;Castello di Ivrea&amp;rdquo; che ne garantisce l&amp;rsquo;accesso nei giorni di apertura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 21 Apr 2015 08:29:38 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/castello-d-ivrea</guid></item><item><title>Castello Ducale di Agliè</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/castello-ducale-di-aglie</link><description>&lt;p&gt;Anticamente noto con il nome di Fortezza dei San Martino, il castello, di origini medievali, fu trasformato alla met&amp;agrave; del Seicento dal conte letterato Filippo San Martino d'Agli&amp;egrave; in dimora signorile, affidando i lavori a Carlo di Castellamonte. La residenza venne acquisita dai Savoia nel 1764 e ricostruita su progetto di Ignazio Birago di Borgaro.&lt;br /&gt;Abbandonato in seguito all&amp;rsquo;invasione napoleonica, il castello di Agli&amp;egrave; torn&amp;ograve; a rifiorire nell&amp;rsquo;Ottocento, per volere di re Carlo Felice, che lo elesse a sua residenza di villeggiatura preferita assieme al castello di Govone. Con la morte di Maria Cristina, la vedova di Carlo Felice, avvenuta nel 1849, il Castello pass&amp;ograve; in eredit&amp;agrave; a Carlo Alberto e al figlio cadetto Ferdinando, primo Duca di Genova.&lt;br /&gt;Nel 1939 lo Stato acquist&amp;ograve; dai duchi di Genova la propriet&amp;agrave; di Agli&amp;egrave; e durante il periodo bellico il Castello venne segretamente adattato a deposito di oggetti e documenti provenienti da residenze e musei torinesi a forte rischio di esportazione da parte del comando tedesco, tra cui anche le antichit&amp;agrave; egizie del Museo torinese.&lt;br /&gt;Trasformato in museo grazie alla Soprintendenza e circondato da un grande parco con giardini all'inglese e all'italiana, oggi il Castello conta oltre 300 stanze, riccamente decorate e arredate, come il salone da ballo con affreschi del Seicento, il salone d'ingresso con stucchi settecenteschi, la quadreria e una preziosa collezione di reperti archeologici. All'ingresso si trova una bella fontana con statue settecentesche che simboleggia la Dora Baltea che si getta nel Po, opera di Ignazio e Filippo Collino. &lt;br /&gt;Recentemente il castello &amp;egrave; stato riscoperto nella sua bellezza dal grande pubblico anche grazie alla serie televisiva Elisa di Rivombrosa che lo ha scelto come location per i suoi episodi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 21 Apr 2015 08:29:38 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/castello-ducale-di-aglie</guid></item><item><title>Centrale termica</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/centrale-termica</link><description>&lt;p&gt;Eduardo Vittoria (1955 - 1959)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;edificio, posto su un podio per superare il dislivello della strada, composto di tre corpi di fabbrica intorno a un patio centrale, forniva energia elettrica a tutto il complesso industriale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Piastrelle di klinker rosso rivestono le murature verso l&amp;rsquo;esterno al piano delle centrali, mentre nel sopralzo del locale caldaia domina il colore blu.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Per maggiori informazioni visita il sito &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ivreacittaindustriale.it/"&gt;http://www.ivreacittaindustriale.it/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 03 Oct 2018 14:12:59 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/centrale-termica</guid></item><item><title>Centro dei Servizi Sociali</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/centro-dei-servizi-sociali</link><description>&lt;p&gt;Luigi Figini e Gino Pollini (1954-1959) con Roberto Guiducci e Paolo Radogna UPECC&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il progetto del Centro Servizi Sociali &amp;egrave; frutto della personale sperimentazione di Figini e Pollini dei modelli dell&amp;rsquo;architettura organica, seppure ancora di matrice razionalista. E&amp;rsquo; evidente nell&amp;rsquo;edificio l&amp;rsquo;uso di forme geometriche quali l&amp;rsquo;esagono e il triangolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fu sede della biblioteca, dei servizi sociali e assistenziali, dell'infermeria, nonch&amp;eacute; dei servizi delle colonie Olivetti e del fondo solidariet&amp;agrave; interna.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Per maggiori informazioni visita il sito &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ivreacittaindustriale.it/"&gt;http://www.ivreacittaindustriale.it/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 03 Oct 2018 13:45:16 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/centro-dei-servizi-sociali</guid></item><item><title>Centro studi ed esperienze Olivetti</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/centro-studi-ed-esperienze-olivetti</link><description>&lt;p&gt;Eduardo Vittoria (1951 - 1855)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La pianta di questo edificio &amp;egrave; costituita da quattro bracci asimmetrici che si staccano da un corpo centrale contenente una scala. Le facciate presentano un notevole effetto cromatico grazie al rivestimento di piastrelle blu di Klinker.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'edificio venne ampliato nel 1965 su progetto di Ottavio Cascio, oltre ad essere modificato alla fine del secolo scorso dall'Ufficio Tecnico Olivetti per rispondere a nuove esigenze. L&amp;rsquo;ultima modifica venne realizzata, su progetto di Ettore Sottsass jr. (1999 - 2000) in occasione dell'apertura dell'Interaction Design Institute promosso da Olivetti e Telecom Italia con Stanford University.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Per maggiori informazioni visita il sito &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ivreacittaindustriale.it/"&gt;http://www.ivreacittaindustriale.it/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 03 Oct 2018 14:06:57 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/centro-studi-ed-esperienze-olivetti</guid></item></channel></rss>