<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0"><channel><title>Beni religiosi</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/categorie-poi/siti/beni-religiosi</link><description>Beni religiosi</description><item><title>Cappella e Romitorio di San Grato</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/cappella-e-romitorio-di-san-grato-2</link><description>&lt;p&gt;Edificata sulla collina della Paraj Auta, la chiesetta risale al XII secolo e, inizialmente intitolata a San Giovanni, nel &amp;lsquo;500 fu dedicata a San Grato, invocato nelle pestilenze. In origine l&amp;rsquo;unica navata era divisa in due campate, poi ne fu aggiunta un&amp;rsquo;altra nel XVII secolo e in seguito venne costruito il campanile. Attigua alla cappella si &amp;egrave; conservato un edificio (Romitorio) utilizzato fino all&amp;rsquo;inizio del &amp;lsquo;900 dal romito, cui era delegata la pulizia della chiesa,la coltivazione del vigneto e la cura dei boschi attigui.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il complesso si presenta all&amp;rsquo;esterno con una facciata barocca intonacata e l&amp;rsquo;abside rettangolare in pietra a vista come le pareti laterali. All&amp;rsquo;interno sono conservati degli affreschi tra cui, ai lati dell&amp;rsquo;altare, l&amp;rsquo;opera quattrocentesca attribuita a Giacomino da Ivrea che raffigura San Pietro con la chiave del Paradiso e Sant&amp;rsquo;Andrea con la croce omonima.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 09 Jul 2015 09:23:48 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/cappella-e-romitorio-di-san-grato-2</guid></item><item><title>Chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Pessano</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/chiesa-dei-santi-pietro-e-paolo-di-pessano</link><description>&lt;p&gt;Il villaggio di Pessano che, come Paerno, contribu&amp;igrave; a popolare, nel 1250, il borgo di Bollengo, scomparve rapidamente, mentre la chiesa romanica del villaggio, tutelata dal Capitolo della Cattedrale di Ivrea, si &amp;egrave; conservata fino ai nostri giorni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La facciata ha il campanile in posizione centrale, secondo la tipologia clocher porche (campanile androne); da qui si accede alla navata unica absidata, divisa in due campate da un ampio arco;sulle pareti vi sono resti di affreschi databili intorno al XV secolo ed un frammento molto antico di transenna con un disegno geometrico a reticolo. Sul lato destro dell'edificio vi sono i due vani della canonica aggiunti in epoca pi&amp;ugrave; recente. Il campanile si sviluppa su sei piani e presenta cinque campiture delimitate da lesene e da archetti pensili; all'apertura a feritoia del terzo piano succedono nell'alzato una monofora e due ordini di bifore.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 09 Jul 2015 09:46:01 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/chiesa-dei-santi-pietro-e-paolo-di-pessano</guid></item><item><title>Chiesa di San Bernardino</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/chiesa-di-san-bernardino</link><description>&lt;p&gt;Secondo la tradizione e fonti storiche, il complesso di San Bernardino, edificato tra il 1455 e il 1465, fu dedicato al santo senese che aveva toccato Ivrea nel 1418, durante la predicazione itinerante volta a contenere il diffondersi di nuove idee ereticali. Trovato il sito adeguato poco fuori la citt&amp;agrave; prese avvio la costruzione il 14 settembre 1455. I lavori di edificazione vennero ultimati nel 1457, ma la chiesa, a una sola navata a pianta quadrangolare con volta a crociera, fu sottoposta ad opere di ampliamento per contenere il grande afflusso dei fedeli, che donarono alla struttura una conformazione di chiesa conventuale.&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;intera zona conventuale, passata in mano ai privati dal 1805, fu acquistata nel 1907 dall&amp;rsquo;ingegnere Camillo Olivetti che adatt&amp;ograve; la struttura a propria residenza e nel terreno adiacente svilupp&amp;ograve; la sua azienda. Tra il 1955 e il 1958, l&amp;rsquo;insieme degli edifici &amp;egrave; stato interessato da importanti lavori che hanno modificato l&amp;rsquo;aspetto, soprattutto del convento, non pi&amp;ugrave; adibito ad abitazione privata ma destinato ad accogliere la sede dei servizi sociali della ditta Olivetti. Furono poi intraprese opere di restauro intese a riportare la chiesa alla struttura architettonica quattrocentesca e, nel contempo, volte al recupero e alla conservazione delle pitture interne. &lt;br /&gt;La chiesa ospita una delle pi&amp;ugrave; importanti testimonianze quattrocentesche del Piemonte: il ciclo pittorico della Vita e Passione di Cristo realizzato da Gian Martino Spanzotti sul muro divisorio della chiesa di San Bernardino, verso quella che un tempo era la parte riservata ai fedeli laici. L&amp;rsquo;opera, databile tra il 1480 e il 1490, &amp;egrave; formata da venti scene collocate intorno al grande riquadro della Crocifissione, dalle pitture nei due pennacchi centrali, raffiguranti il giudizio universale e l&amp;rsquo;inferno, dai pilastri sottostanti dipinti con le immagini di San Bernardino e nei due semipennacchi laterali che riproducono la cacciata dal paradiso terrestre e il purgatorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;Associazione Spille d&amp;rsquo;Oro Olivetti accoglie i dipendenti e i pensionati del Gruppo Olivetti che hanno compiuto 25 anni di lavoro presso l&amp;rsquo;azienda, insigniti di una spilla d&amp;rsquo;oro in ricordo del dono che il fondatore Camillo Olivetti fece alla moglie all&amp;rsquo;uscita del millesimo esemplare della prima macchina per scrivere. Tra le varie attivit&amp;agrave; culturali, si occupa dell&amp;rsquo;apertura e delle visite alla Chiesa di San Bernardino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Assessorato alla Cultura&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Comune di Ivrea&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 21 Apr 2015 08:29:49 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/chiesa-di-san-bernardino</guid></item><item><title>Chiesa di San Gaudenzio</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/chiesa-di-san-gaudenzio</link><description>&lt;p&gt;La chiesa di San Gaudenzio si trova sulla riva destra della Dora Baltea,oltre il rione del Borghetto, zona un tempo campestre. Al tempo della sua costruzione, la chiesetta sorgeva solitaria su una piccola altura posta fuori dell&amp;rsquo;abitato di Ivrea. Fu costruita tra il 1716 ed il 1724, sui resti della fortificazione chiamata Castelletto (1705). La sovrintendenza fu affidata al Prevosto della Cattedrale don Lorenzo Pinchia e la Municipalit&amp;agrave;, insieme alle generose offerte dei cittadini, provvide a finanziare il cantiere. Dieci anni dopo la costruzione del corpo centrale, venne aggiunta la sacrestia e la stanza sovrastante. Nel 1742 inizi&amp;ograve; l&amp;rsquo;edificazione dell&amp;rsquo;elegante campanile. E&amp;rsquo; documentato che la costruzione fu sostenuta da un gran fervore popolare, testimonianza della devozione alla figura di San Gaudenzio, nato a Ivrea nel IV secolo d.C, periodo della prima cristianizzazione del Piemonte. Non si conosce l&amp;rsquo;architetto che la progett&amp;ograve;. Si sono avanzate diverse ipotesi su Bernardo Vittone, ma, a causa della sua giovane et&amp;agrave;, &amp;egrave; probabile un suo intervento nel progetto soltanto per ci&amp;ograve; che riguarda i lavori della sacrestia e del campanile. Rimane invece pi&amp;ugrave; accreditata, sebbene non documentata,la paternit&amp;agrave; dell&amp;rsquo; architetto Carlo Andrea Guibert, la cui presenza in Ivrea nei primi anni del 1700 &amp;egrave; testimoniata da altri interventi, come la Chiesa di San Lorenzo e il Palazzo Vescovile. Luca Rossetti da Orta realizz&amp;ograve; nel 1738 i pregevoli affreschi interni, nelle parti figurative e di quadratura. Mastro Agostino Rama fu invece l&amp;rsquo;esecutore degli stucchi. &lt;br /&gt;Le visite alla Chiesa di san Gaudenzio sono curate dall'Associazione dei Croass del Borghet, associazione culturale, con sede in Borghetto, che si occupa di tener vive le manifestazioni inerenti il rione di San Grato. All&amp;rsquo;interno della Chiesa vengono organizzate mostre.&lt;br /&gt;Orari: visite su prenotazione&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 21 Apr 2015 08:29:57 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/chiesa-di-san-gaudenzio</guid></item><item><title>Chiesa di San Giacomo di Montestrutto</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/chiesa-di-san-giacomo-di-montestrutto</link><description>&lt;p&gt;La chiesa collocata su uno sperone di roccia a ridosso del castello di Montestrutto, domina la pianura e il paese sottostante. L'edificio ad aula unica, la cui datazione &amp;egrave; ancora incerta, ricorda sotto molti aspetti (tra cui la collocazione del campanile a fianco della facciata) la Maddalena di Burolo. La chiesa attuale conserva ancora tracce di antichi affreschi che ornano la prima parte della navata interna e la facciata originale mentre il resto &amp;egrave; frutto di un corposo intervento successivo. Nel XV sec. l'edificio fu ampliato abbattendo l'abside e allungando la zona del presbiterio che risulta obliqua rispetto al corpo centrale, poich&amp;eacute; le maestranze furono obbligate a seguire la conformazione dello sperone roccioso sottostante. Lo stesso campanile, sull'angolo destro della facciata, a prima vista originale, ha subito un sopraelevamento e rimaneggiamento come il resto della struttura.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 09 Jul 2015 10:11:48 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/chiesa-di-san-giacomo-di-montestrutto</guid></item><item><title>Chiesa di San Michele Arcangelo</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/chiesa-di-san-michele-arcangelo</link><description>&lt;p&gt;Di origine tardoromana, la chiesa fu riedificata in epoca romanica (XII sec.) invertendone l'orientamento. Le navate erano separate da pilastri quadrangolari e la profonda abside terminava a semicerchio; il presbiterio, sopraelevato, si prolungava nella prima campata della navata centrale ed era accessibile attraverso una scalinata in pietra. La costruzione ha vissuto, a partire dal cinquecento, diverse fasi di trasformazione che hanno risparmiato solo il campanile inserito nel fianco sud. Ad oggi il campanile conserva ancora il suo aspetto romanico con la decorazione ad archetti pensili sormontati da una cornice in mattoni. All'interno, a lato della navata centrale, &amp;egrave; stato ritrovato un manufatto circolare identificato con il fondo del Fonte (vasca) Battesimale risalente alla chiesa primitiva (VI sec), attualmente visibile dopo i recenti lavori di restauro.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 09 Jul 2015 08:53:48 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/chiesa-di-san-michele-arcangelo</guid></item><item><title>Chiesa di Santa Maria</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/chiesa-di-santa-maria</link><description>&lt;p&gt;La chiesa, situata su un terrapieno che domina la pianura, &amp;egrave; delimitata dai resti di una cinta muraria in pietra di epoca medioevale. L'edificio attuale &amp;egrave; frutto di radicali trasformazioni realizzate nel '700 e nell''800; dell'impianto romanico resta solo una porzione di muro all'interno, che presenta un frammento di affresco quattrocentesco raffigurante la Vergine e Santa Caterina. Integro nelle sue forme romaniche &amp;egrave; invece lo splendido campanile in pietra locale, le cui origini si possono collocare alla fine dell' XI sec. Il corpo &amp;egrave; suddiviso in sei piani, con una regolare successione partendo dal basso di feritoie, monofore, bifore e due ordini di trifore a tutto campo, racchiuse in campiture coronate da archetti pensili. I capitelli delle bifore e delle trifore sono sorretti da colonnine in pietra, alcune delle quali decorate alle estremit&amp;agrave; con semplici incisioni.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 09 Jul 2015 10:06:23 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/chiesa-di-santa-maria</guid></item><item><title>Chiesa di Santa Maria Maddalena</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/chiesa-di-santa-maria-maddalena</link><description>&lt;p&gt;La chiesa sorge su un affioramento roccioso della Serra d'Ivrea, vicino alla frazione omonima nel comune di Burolo. Il complesso &amp;egrave; composto di tre corpi di fabbrica: la chiesa ad aula unica rettangolare, conclusa da un'abside semicircolare; un vano sulla destra, oggi adibito a sagrestia; il campanile accanto alla facciata con doppia porta di accesso, unito alle altre due parti da un muro. Il muro tra il campanile e la sacrestia delimita un piccolo cortile interno dove si suppone ci fosse un'antica navata, oggi scomparsa, affiancata alla chiesa. Sul lato nord &amp;egrave; murata una lapide funeraria tardo-romana (440 d.C.) che ricorda il negoziante Basilio. Nella sacrestia &amp;egrave; conservato un affresco attribuibile alla bottega di Domenico della Marca di Ancona (XV sec.), raffigurante Cristo crocifisso tra due figure femminili penitenti di cui una potrebbe essere la Maria Maddalena cui l'edificio &amp;egrave; intitolato.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 09 Jul 2015 09:40:38 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/chiesa-di-santa-maria-maddalena</guid></item><item><title>Chiesa di Santo Stefano del Monte</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/chiesa-di-santo-stefano-del-monte</link><description>&lt;p&gt;La chiesa di Santo Stefano in Candia fu edificata nell'XI o XII secolo. Costituisce - insieme al duomo di Ivrea e l'abbazia di Fruttuaria - una delle principali testimonianze dell'architettura romanica nel Canavese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Posta sulla cima di una collina che sovrasta l'abitato del paese, in una posizione panoramica dalla quale si domina il bacino morenico canavesano, ha subito nel corso dei secoli diverse modifiche.&lt;br /&gt;Le prime notizie documentali sulla chiesa risalgono al 1177, in virt&amp;ugrave; di una bolla redatta in occasione del passaggio della chiesa e dell'annesso priorato in propriet&amp;agrave; ai canonici dell'Ospizio dei Santi Nicolao e Bernardo di Monte Giove (Gran San Bernardo).&lt;br /&gt;La data di fondazione &amp;egrave; probabilmente ancora precedente, da collocarsi nel XI secolo, almeno per le parti pi&amp;ugrave; antiche, vale a dire la zona centrale della facciata, che si appoggiava ad una ormai scomparsa torre campanaria, posta lateralmente all'ingresso. Si ipotizza che sulla collina in cui essa fu edificata fossero gi&amp;agrave; presenti resti di edifici paleocristiani e finanche romani.&lt;br /&gt;All'interno della chiesa le tre navate sono divise tra loro da pareti con archi sostenuti da robusti pilastri a sezione quadrangolare. Al termine della navata centrale si accede al presbiterio sopraelevato per mezzo di una scala in pietra con tredici scalini.&lt;br /&gt;La parte forse pi&amp;ugrave; suggestiva della chiesa &amp;egrave; data dalla cripta, posta sotto il presbiterio e risalente verosimilmente al periodo di ricostruzione dell'abside centrale. &amp;Egrave; sorretta da esili colonne in pietra recanti capitelli di reimpiego, provenienti verosimilmente dalla primitiva pieve di Candia o dal relativo battistero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 21 Apr 2015 08:29:47 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/chiesa-di-santo-stefano-del-monte</guid></item><item><title>Chiesa di Santo Stefano di Sessano</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/chiesa-di-santo-stefano-di-sessano</link><description>&lt;p&gt;La chiesa &amp;egrave; ci&amp;ograve; che rimane del borgo di Sessano a Chiaverano, situato sul promontorio roccioso a est del paese, abbandonato forse in seguito ad una frana. L'edificio (XI sec.) &amp;egrave; coevo di altre chiese dell'area con le quali ha in comune la peculiarit&amp;agrave; del campanile (clocher-porche) posto al centro della facciata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La chiesa attuale &amp;egrave; a navata unica con tre campate e abside terminale cui &amp;egrave; stata aggiunta (a sud) la sacrestia in epoca barocca. All'esterno il semicilindro absidale presenta quattro lesene che lo dividono in tre campi, in cui emergono altrettante monofore; in alto si allineano dodici nicchie con archetti in mattone a vista cos&amp;igrave; come la cornice a denti di sega sormontata dal tetto di lastre di pietra. Internamente l'abside presenta, preziosi affreschi dell'XI secolo: al centro del catino il Cristo circondato dai simboli dei quattro evangelisti e sotto quattordici figure di Apostoli e di Santi.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 09 Jul 2015 10:01:42 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/chiesa-di-santo-stefano-di-sessano</guid></item><item><title>Chiesa Santa Marta</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/chiesa-santa-marta</link><description>&lt;p&gt;La chiesa, eretta nella seconda met&amp;agrave; del Quattrocento per volont&amp;agrave; della confraternita di Santa Marta, un sodalizio di disciplinanti istituito nel 1460, fu riedificata verso la fine del Cinquecento. &lt;br /&gt;Nel 1622, alla destra dell&amp;rsquo;ingresso, era gi&amp;agrave; stato costruito l&amp;rsquo;oratorio nel quale i confratelli si riunivano nei giorni festivi per la recita dell&amp;rsquo;ufficio della Beata Maria Vergine e dove si conservavano le suppellettili sacre e i paramenti ecclesiastici. Successive modifiche e aggiunte plasmarono l&amp;rsquo;intera struttura secondo lo stile barocco ancora visibile. L&amp;rsquo;attuale facciata della chiesa, nelle linee essenziali, &amp;egrave; rimasta quella della met&amp;agrave; del Seicento, ornata con otto colonne, quattro superiori e quattro inferiori. L&amp;rsquo;oratorio ha conservato nella parte centrale un piccolo tiburio quadrangolare sovrastato da una volta a crociera, probabilmente quella cupola gi&amp;agrave; descritta dal vescovo Asinari durante la visita pastorale compiuta nel 1651. I documenti storici testimoniano come l&amp;rsquo;interno del complesso devozionale fosse riccamente adornato, sia negli altari della chiesa, sia nel contiguo oratorio; oggi, degli arredi e delle pitture rimangono i soli resti di un altare e le tracce degli affreschi del presbiterio e di alcune lunette nelle pareti laterali dell&amp;rsquo;oratorio. Il luogo sacro, chiuso definitivamente al culto dopo la seconda guerra mondiale, nei primi anni &amp;rsquo;70 del Novecento venne acquistato per una somma simbolica dal Comune di Ivrea che lo ha restaurato adibendolo a sala per conferenze. Rimane da segnalare come la bella porta barocca della chiesa sia ora collocata all&amp;rsquo;ingresso della chiesa parrocchiale di San Bernardo di Ivrea.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Assessorato alla Cultura&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Comune di Ivrea&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 21 Apr 2015 08:29:49 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/chiesa-santa-marta</guid></item><item><title>Ciucarun - Campanile di San Martino di Paerno</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/ciucarun-campanile-di-san-martino-di-paerno</link><description>&lt;p&gt;Il suggestivo campanile s'innalza solitario in mezzo alla Serra d'Ivrea l&amp;agrave; dove sorgeva il villaggio di Paerno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel 1250 Ivrea fond&amp;ograve; il borgo fortificato di Bollengo e ingiunse alle popolazioni di Pessano, Paerno e Bagnolo di andarvisi a stabilire. Il borgo di Paerno decadde rapidamente e rimasero solo la chiesa e il campanile: la prima fu demolita nel 1731, lasciando il secondo come unica testimonianza del passato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il "Ciucarun", come lo chiamano i locali, si erge per un'altezza di sei piani evidenziati da cinque cornici di archetti pensili che collegano le lesene angolari; dal basso verso l'alto presenta la tipica successione di aperture: feritoie, monofore e bifore, tutte tamponate eccetto l'ultimo piano. Alla base, sul lato ovest, sono visibili un'apertura ad arco, ora murata, che era uno degli accessi al campanile, e tracce di muratura che confermano la presenza della chiesa annessa.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 09 Jul 2015 09:57:18 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/ciucarun-campanile-di-san-martino-di-paerno</guid></item><item><title>Duomo di Santa Maria Assunta</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/duomo-di-santa-maria-assunta</link><description>&lt;p&gt;La cattedrale di Santa Maria, con la sua storia millenaria, &amp;egrave; indubbiamente il pi&amp;ugrave; importante luogo di culto della citt&amp;agrave; di Ivrea, sorto in posizione di rilievo, dove si ipotizza la collocazione dell&amp;rsquo;acropoli romana. La parte pi&amp;ugrave; antica della cripta, di influenza carolingia, &amp;egrave; caratterizzata da un andamento anulare, con un tipico gioco di volte a crociera sostenute da snelle colonnine e capitelli tronco-conici. La parte pi&amp;ugrave; recente della cripta (XII e XIII secolo) si distingue per i capitelli a motivi vegetali o zoomorfici e le decorazioni parietali.&lt;br /&gt;Vi sono inoltre affreschi di epoche differenti e tra i soggetti rappresentati vi sono due Santi guerrieri, San Gaudenzio, una Annunciazione e un&amp;rsquo;opera attribuita a Giacomino da Ivrea raffigurante la Madonna col Bambino tra i santi Cristoforo e Antonio Abate. Durante la campagna di scavi negli anni Novanta, sono tornati alle luce i grandi pilastri circolari in laterizio della chiesa romanica. Infatti l&amp;rsquo;edificio paleocristiano, probabilmente realizzato nel IV secolo, venne riedificato intorno al Mille per volere del vescovo Warmondo secondo una pianta tipica degli edifici ottoniani a tre navate con absidi contrapposte, delle quali sopravvive solo quella occidentale.Tra Quattro e Cinquecento fu realizzata una nuova sacrestia, nella quale sono custodite opere pittoriche di Defendente Ferrari. L&amp;rsquo;attuale aspetto degli interni della cattedrale &amp;egrave; il frutto di interventi nella seconda met&amp;agrave; del Settecento come l&amp;rsquo; edificazione delle cappelle del Santissimo Sacramento e del Crocifisso, della cappella del Sacramento, edificata nel 1761 in onore di San Savino, patrono di Ivrea. La cappella del Crocifisso fu voluta dal vescovo Ottavio Pochettini, che si rivolse nel 1786 all&amp;rsquo;architetto Giuseppe Martinez per conferire un&amp;rsquo;omogeneit&amp;agrave; stilistica degli interni e in particolare nelle navate. L&amp;rsquo;ultima importante trasformazione alla cattedrale &amp;egrave; l&amp;rsquo;ampliamento verso oriente di una campata e la demolizione della facciata cinquecentesca.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 21 Apr 2015 08:29:47 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/duomo-di-santa-maria-assunta</guid></item><item><title>Pieve e Battistero di San Lorenzo</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/pieve-e-battistero-di-san-lorenzo</link><description>&lt;p&gt;Il complesso architettonico di San Lorenzo (VIII-IX sec.) &amp;egrave; considerato uno dei pi&amp;ugrave; importanti del Piemonte. La chiesa, ad aula unica con volta a botte, presenta un'abside rettangolare e due cappelle, destinate a ospitare sarcofagi, che sporgono lateralmente come un transetto. Solo in un periodo successivo furono uniti il braccio sinistro del transetto e il battistero per mezzo di un corridoio nel quale si trovano interrati altri due sarcofagi. Molti affreschi, databili dall'epoca della costruzione della chiesa sino alla fine del XV sec., sono disseminati all'interno della chiesa tra cui il pregevole ciclo di affreschi della cappella Avogadro nel braccio destro del transetto. Il battistero, a pianta centrale ottagonale, &amp;egrave; internamente suddiviso in otto nicchioni di cui uno collegato ad un'abside quadrata a est con al centro della volta un campaniletto aggiunto in epoca pi&amp;ugrave; tarda.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 09 Jul 2015 10:15:44 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/pieve-e-battistero-di-san-lorenzo</guid></item><item><title>Santuario della Madonna di Miralta</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/santuario-della-madonna-di-miralta</link><description>&lt;p&gt;La piccola chiesa, titolata alla Vergine Assunta, &amp;egrave; situata sulla cresta della collina omonima, all'estremo sud del paese verso Villareggia, dove vi furono i primi insediamenti abitativi. Numerosi infatti sono i riferimenti, a partire dal X secolo, al borgo di Miralta (o Miralda), infeudato ai signori De Bondoni e dal XIII secolo progressivamente abbandonato dagli abitanti. Oggi il santuario, risalente al X secolo, &amp;egrave; l'unico superstite dell'antico centro abitato medioevale ormai completamente scomparso. L'edificio ad una sola navata con il campanile inserito su un fianco, conserva ancora - almeno nella parte posteriore - l'impianto romanico nonostante i molti rifacimenti e le profonde trasformazioni avvenute soprattutto con l'ampliamento novecentesco e la costruzione del pronao (porticato) neoclassico in facciata.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 09 Jul 2015 09:15:16 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/santuario-della-madonna-di-miralta</guid></item><item><title>Sinagoga</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/sinagoga</link><description>&lt;p&gt;La Sinagoga si trova nel centro storico di Ivrea, sotto le mura del castello, dove nel 1725 era stato istituito ufficialmente il ghetto ebraico. L&amp;rsquo;odierna struttura ottocentesca, ricavata riadattando una costruzione preesistente, presenta due facciate anonime, ad est verso via Peana e ad ovest su via Quattro Martiri, che si mimetizzano perfettamente nel tessuto urbano, non lasciando trapelare all&amp;rsquo;esterno l&amp;rsquo;esistenza di un luogo di preghiera. Anche il portone d&amp;rsquo;accesso, ornato da una semplice cornice in pietra e situato in via Quattro Martiri, si confonde tra le botteghe. La sola finestra a semicerchio, impreziosita da vetri colorati dagli accesi toni blu e rosso, verso via Peana, suggerisce la presenza di un edificio di destinazione diversa da quella abitativa.&lt;br /&gt;Nell&amp;rsquo;edificio si trovano due distinte sinagoghe: una pi&amp;ugrave; piccola, nata come tempio invernale, ancora oggi a disposizione della comunit&amp;agrave; ebraica, l&amp;rsquo;altra, grande, a pianta rettangolare, fu ceduta nel 1980 al comune di Ivrea, in cambio della risistemazione dell&amp;rsquo;intero complesso. La sinagoga grande, coperta da un&amp;rsquo;alta volta a botte, lungo le pareti perimetrali &amp;egrave; scandita da colonne e lesene. La decorazione a cassettoni a girali d&amp;rsquo;acanto e l&amp;rsquo;imitazione del marmo ricordano altri edifici pubblici e religiosi canavesani, ma sostanziale &amp;egrave; la diversit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;organizzazione distributiva. Il luogo di preghiera conserva banchi disposti su due file parallele, che la tradizione ebraica destinava agli uomini, e il matroneo, riservato alle donne. Nella parete di fronte all&amp;rsquo;ingresso si trovano la tev&amp;agrave;, tribuna da cui si leggevano le sacre scritture e si recitavano le preghiere pubbliche e l&amp;rsquo;ar&amp;ograve;n, armadio sacro nel quale venivano custoditi i Rotoli della Tor&amp;agrave;. Nella sinagoga piccola campeggia un imponente ar&amp;ograve;n ottocentesco, in legno scolpito, dorato e abbrunato dopo la morte di Carlo Alberto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Assessorato alla Cultura&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Comune di Ivrea&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 21 Apr 2015 08:29:51 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/sinagoga</guid></item></channel></rss>