<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0"><channel><title>Archeologia</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/categorie-poi/siti/archeologia</link><description>Archeologia</description><item><title>Anfiteatro Romano</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/anfiteatro-romano</link><description>&lt;p&gt;Sul finire del I sec. d.C. anche Eporedia venne dotata di un anfiteatro, un grande edificio di forma ellittica destinato a ospitare da dieci a quindicimila spettatori, dedicato a i giochi dei gladiatori, agli spettacoli di caccia e alle esecuzioni capitali dei "dannati ad bestias", ovvero di coloro che erano stati condannati a essere sbranati o dilaniati da bestie feroci.&lt;br /&gt;Il complesso sorse lungo la via per Vercelli, addossato a sud a un poderoso muraglione che aveva la funzione di sostegno per il terreno digradante.&lt;br /&gt;L'edificio venne costruito su un terrapieno arginato interamente dal muro del podio e, verso l'esterno, da una muratura anulare rinforzata da una serie di concamerazioni semicircolari, in parte ancora ben visibili, che servivano a contrastare la spinta del terreno. Alle due estremit&amp;agrave; dell'asse maggiore si aprivano gli ingressi.&lt;br /&gt;All'interno dell'arena un vano sotterraneo collegato da un corridoio agli ambienti di servizio posti sotto la cavea, serviva a movimentare, con l'aiuto di montacarichi, le attrezzature sceniche e gli animali, mentre un passaggio coperto a volta e pavimentato in laterizi che corre al di sotto del podio collegava i vani di servizio costruiti in corrispondenza dell'asse maggiore. Il muro del podio culminava in una lunga transenna decorata da lastre in bronzo ornate da grosse borchie a rilievo.&lt;br /&gt;A ridosso delle murature anulari ancora oggi sono visibili tratti delle strutture di una antica villa demolita per far posto all'anfiteatro. Sorta verso la fine del I sec. a.C. subito fuori citt&amp;agrave; e pi&amp;ugrave; volte ristrutturata nel corso di circa un secolo, la dimora signorile aveva diverse stanze decorate da affreschi, i pi&amp;ugrave; recenti dei quali datano tra il 50 e il 70 d. C.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Assessorato alla Cultura&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Comune di Ivrea&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 21 Apr 2015 08:29:55 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/anfiteatro-romano</guid></item><item><title>Ivrea Romana</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/ivrea-romana</link><description>&lt;p&gt;La Porta Pretoria, sorgeva probabilmente all&amp;rsquo;ingresso dell&amp;rsquo;attuale Via Palestro, ma di essa non sono mai state trovate tracce. E&amp;rsquo; invece certo che la via segua il tracciato del Decumanus Maximum, poich&amp;eacute; durante diversi lavori di ripristino &amp;egrave; stato individuato l&amp;rsquo;antico lastricato romano del ducumano, largo poco pi&amp;ugrave; di 5 metri, in cui confluivano molti cardines minores.&lt;br /&gt;Accanto all&amp;rsquo;ingresso di Via Palestro &amp;egrave; stato costruita dal 1982 al 1986 l&amp;rsquo;edificio che ospita la filiale dell&amp;rsquo;Istituto Bancario San Paolo. Durante i lavoro furono eseguiti scavi che portarono alla luce interessanti tracce di Ivrea romana. Sono emersi tre diversi livelli di edifici che risalgono all&amp;rsquo;et&amp;agrave; romana dal I sec. a.C all&amp;rsquo;et&amp;agrave; flavia. Oltre a reperti in ceramica e laterizi si scoprirono le fondazioni di un edificio, con ogni probabilit&amp;agrave; adibito ad horreum, ossia a magazzino o granaio. &lt;br /&gt;Percorrendo Via Palestro si raggiunge Piazza di Citt&amp;agrave; e imboccando Via della Cattedrale si percorre una salita, al culmine del quale &amp;egrave; possibile osservare lo sperone in cotto che testimonia la presenza, in questa zona, del teatro romano, edificato probabilmente nel I sec. d.C., portato alla luce nel 1800 ma poi demolito e coperto da nuove costruzioni.&lt;br /&gt;Attraversando i giardini pubblici si giunge all&amp;rsquo;Hotel &amp;ldquo;La Serra&amp;rdquo; i cui lavori di costruzione degli anni 1969-70 hanno rivelato resti di un tratto di strada, le fondazioni delle case che la fiancheggiavano e un tratto di fognatura, databili al I secolo d.C. Il tratto di strada ritrovato costituiva uno dei cardines minores e sotto di esso era stata sistemata la fognatura principale, alla quale si collegavano gli scarichi provenienti dalle abitazioni situate ai bordi della strada. Uno di questi collegamenti &amp;egrave; ancora nelle stesse condizioni nelle quali era originariamente. Un cunicolo delimitato da spesse mura era pavimentato con mattoni recuperati da preesistenti costruzioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Assessorato alla Cultura&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Comune di Ivrea&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 21 Apr 2015 08:29:56 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/ivrea-romana</guid></item><item><title>Parco Archeologico e Spazio espositivo museale del Lago Pistono -  Montalto Dora</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/spazio-espositivo-montalto</link><description>&lt;p&gt;Lo &lt;strong&gt;Spazio Esp&lt;a href="http://www.anfiteatromorenicoivrea.it/Admin/Orchard.MediaLibrary?folderPath=#" class="media-library-navigation-folder-link"&gt;&lt;span data-bind="    text: name"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;ositivo per l&amp;rsquo;Archeologia del Lago Pistono&lt;/strong&gt;, inaugurato nel novembre 2012 all&amp;rsquo;interno dei locali comunali, documenta la Preistoria dei laghi inframorenici di Ivrea dal Neolitico all&amp;rsquo;et&amp;agrave; dei Metalli. Cultura e stile di vita di questi primi abitanti di una terra tra montagne e acque sono raccontati attraverso reperti archeologici di notevole rilevanza scientifica. L&amp;rsquo;esposizione si sviluppa per nuclei tematici corrispondenti a vetrine e pannelli esplicativi attraverso i quali &amp;egrave; possibile apprendere come e di cosa vivevano gli uomini del Neolitico e in quale modo il progresso culturale influenz&amp;ograve; la loro quotidianit&amp;agrave;.&lt;br /&gt;Inseriti opportunamente nel contesto cronologico di riferimento, le vetrine espositive presentano il materiale archeologico rinvenuto durante le indagini effettuate al Lago Pistono e i risultati delle ricerche in atto. L&amp;rsquo;insediamento preistorico &amp;egrave; caratterizzato dalla presenza di un orizzonte culturale interessato dall&amp;rsquo;impianto di almeno due strutture, di cui una abitativa, riferibili al Neolitico Medio (4900-4500 a.C.).&lt;br /&gt;Elementi ceramici permettono di inquadrarlo nella Cultura dei Vasi a Bocca Quadrata tipo Isolino, che caratterizza i siti perilacustri con strutture palafitticole in Piemonte e Lombardia occidentale. &lt;br /&gt;Il Comune di Montalto Dora con la direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte propone una lettura approfondita e dinamica del sito, offrendo alla comunit&amp;agrave; scientifica ma soprattutto ad un pubblico eterogeneo, una preziosa tessera nella ricostruzione dello sfaccettato insediamento dell&amp;rsquo;area fin dalla Preistoria.&lt;br /&gt;Il progetto finale si prospetta ricco di suggestioni che vanno oltre l&amp;rsquo;inquadramento del sito nel contesto territoriale e sono lo spunto per un&amp;rsquo;approfondita analisi delle tematiche relative ai problemi del Neolitico dell&amp;rsquo;Italia nord-occidentale con ampi riferimenti anche al di fuori degli stretti limiti geografici. L&amp;rsquo;unitariet&amp;agrave; dell&amp;rsquo;impostazione di tutto il sistema di comunicazione interna al centro espositivo permette di creare un legame con le iniziative di promozione territoriale diffusa, aspetto di grande importanza ed efficacia per costruire un&amp;rsquo;immagine coordinata dell&amp;rsquo;intero sistema di informazione archeologica, ambientale e culturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Il &lt;strong&gt;Parco Archeologico&lt;/strong&gt;, inaugurato nel marzo 2017, sulle rive del Lago presenta la ricostruzione in scala reale di una struttura abitativa e di alcune accessorie: il nuovo percorso completa e integra l&amp;rsquo;esperienza, arricchita anche da laboratori didattici e visite guidate per adulti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt; Apertura: 2&amp;ordf; e 4&amp;ordf; domenica del mese da marzo a ottobre (escluso agosto) &lt;br /&gt; Le visite guidate da specialisti archeologi partono nelle domeniche di apertura alle ore 15.00 con appuntamento presso lo Spazio Espositivo.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 21 Apr 2015 08:30:16 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/spazio-espositivo-montalto</guid></item><item><title>Pera Cunca</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/pera-cunca</link><description>&lt;p&gt;Rilasciato dal ghiacciaio Balteo al momento del suo ritiro (18.000 anni fa circa) presenta una forma arrotondata e al centro una grossa cavit&amp;agrave; ovale. Intorno ad essa sono state incise una dozzina di coppelle piuttosto profonde collegate con un sistema di cataletti, alcuni dei quali comunicanti con il bacile centrale.&lt;br /&gt;Basandosi sulle pubblicazioni pi&amp;ugrave; recenti, (*) gli studiosi attribuiscono una funzione cultuale del masso, che ben si adatta alle informazioni a noi note relative alle manifestazioni religiose delle popolazioni indigene che popolarono il Piemonte tra la fine dell&amp;rsquo;Et&amp;agrave; del Bronzo e l&amp;rsquo;Et&amp;agrave; del Ferro (tra il X e il II secolo avanti Cristo).&lt;br /&gt;Il reperto, che per la sua unicit&amp;agrave; si pu&amp;ograve; considerare assai importante dal punto di vista storico-scientifico, si trova immerso in un bosco di querce sul pendio di una collina morenica che divide i territori di Cossano e Borgomasino, in una localit&amp;agrave; di nome Lusenta.&lt;br /&gt;Per informazioni e visite guidate www.gruppoarcheologicocanavesano.it&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 21 Apr 2015 08:29:45 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/pera-cunca</guid></item><item><title>Pons Maior e banchina</title><link>https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/pons-maior-e-banchina</link><description>&lt;p&gt;I collegamenti tra la sponda settentrionale della Duria Maior, su cui sorgeva Eporedia, e quella meridionale erano garantiti dal Ponte Vecchio, che conserva ancora oggi alla base la struttura romana a sole due arcate asimmetriche, e dell'assai pi&amp;ugrave; monumentale Ponte Maggiore, edificato circa 500 metri pi&amp;ugrave; a valle. I resti della struttura, emersi per la prima volta nell'alveo del fiume durante l'alluvione del 1977, sono stati indagati e documentati durante i lavori di ripristino degli argini in seguito all'eccezionale piena del 1993.&lt;br /&gt;Il ponte lungo circa 150 metri, fu costruito presumibilmente nel I secolo d.C. e croll&amp;ograve; in seguito a una violenta alluvione in epoca imprecisata, forse non molto posteriore alla sua edificazione.&lt;br /&gt;Le dieci arcate del ponte, di cui le quattro centrali di dimensioni maggiori rispetto a quelle laterali, erano costituite ciascuna da cinque arconi paralleli in conci di pietra colmati da un getto di conglomerato e poggiavano su undici pile in calcestruzzo con paramento in conci di pietra, fondate su allineamenti di pali in legno con punte in ferro profondamente infissi nel letto sabbioso del fiume. Il ponte supportava una strada basolata, con una carreggiata larga 5 metri e mezzo, affiancata da stretti marciapiedi (0,45 m), e protetta da parapetti sagomati superiormente a forma di toro.&lt;br /&gt;In corrispondenza del ponte la sponda sul Lungo Dora era contenuta e protetta da una banchina lunga oltre 100 metri, alla cui estremit&amp;agrave; occidentale si innestava un condotto fognario proveniente dall'abitato, probabilmente impiegata anche come percorso di alaggio ovvero di traino delle imbarcazioni fino all'attracco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Assessorato alla Cultura&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Comune di Ivrea&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 21 Apr 2015 08:29:55 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">https://www.anfiteatromorenicoivrea.it:443/pons-maior-e-banchina</guid></item></channel></rss>